Strangozzi agli asparagi selvatici

Gli strangozzi, prodotto “povero” , realizzato a mano stendendo una sfoglia spessa circa 2 mm, di pasta di farina di grano tenero, acqua ed eventualmente sale. La sfoglia è poi tagliata a strisce di circa 3/4 mm di larghezza e la lunghezza di circa 30 cm. Gli strangozzi sono una pasta lunga a sezione rettangolare, tipica del comprensorio Folignate-Spoletino ma diffusi anche in tutta l’Umbria, nelle Marche e nel Lazio.

Sono chiamati anche, a seconda delle zone, stringozzi, strengozzi, strongozzi, nel perugino vengono chiamati umbricelli e nel ternano sono conosciuti come ciriole o manfricoli . L’aspetto è simile a quello dei tagliolini.

La forma è molto simile a quella delle stringhe in cuoio da scarpe, dal cui nome si pensa derivi quello degli stringozzi. Esiste anche una leggenda secondo la quale le stringhe venivano usate, al tempo dello stato Stato Pontificio, dagli anticlericali per strangolare i prelati da qui la confusione con il prodotto chiamato strozzapreti; quest’ultimo è del tutto diverso essendo lungo circa 8 cm a forma di S, ottenuto dall’estrusione di un impasto all’uovo.

Detto questo, cominciamo a capire come preparare questo buonissimo piatto a base di asparagi selvatici. 

 

 

 


Ingredienti

■ farina “00” 300 g

■ albume 1

■ asparagi selvatici 800 g

■ passata di pomodoro 4 dl

■ 3 cucchiai di olio d’oliva extravergine

■ spicchio d’aglio 1

■ sale e pepe

 


Come si prepara

Impastate la farina con un pizzico di sale e 1 tazza di acqua fredda; quindi unite l’albume e lavorate l’impasto finché risulterà sodo ed elastico.

Stendete la pasta in una sfoglia non troppo sottile, infarinatela leggermente, arrotolatela su se stessa e, con un coltello, tagliatela a strisce sottili. Allargate infine le strisce su un telo e lasciatele asciugare.

Mondate e sbollentate gli asparagi per 1 minuto, poi rosolateli in un tegame (meglio se terracotta) con l’olio e l’aglio per 2 minuti. Unite la passata di pomodoro, salate, pepate e cuocete per 10 minuti. Lessate gli strangozzi al dente, scolateli e conditeli con il sugo d’asparagi.

 

La variante  

Se non fossero reperibili gli asparagi selvatici, potete utilizzare la stessa quantità di asparagi coltivati, dopo averli pareggiati eliminando la parte finale del gambo, più dura, e aver pelato i gambi con un pelapatate ad archetto. 

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