La zeppola: una delle tante bandiera tricolore dolciarie

Semplici e golose, eleganti e soffici allo stesso tempo. Le zeppole di San Giuseppe sono ormai un must per la festa del papà, uno dei molteplici orgogli tricolore.

 

Fossero nate in America avrebbero già avuto il successo che è citato e in maniera sintetica citiamo sin dal XIX secolo, un successo che parte da noi in Italia, infatti la prima ricetta scritta risale al 1837, nel trattato di cucina napoletana di Ippolito Cavalcanti. Ma in questo articolo non ci soffermeremo alla storia vissuta di questo dolce tipico, ma bensì alle caratteristiche ben note che di anno in anno, pandemia a parte, si rende partecipe con gusto e sfiziosità.

Già, perché ogni anno, a ridosso della Festa del papà, della giornata in onore di san Giuseppe, i pugliesi si trovano di fronte a un paio di interrogativi esistenziali: la zeppola è meglio fritta o al forno? E soprattutto: con il cioccolato o l’amarena? A differenza dell’impasto soffice che caratterizza il dolce che fa primavera, qui la questione è spinosa. Perché l’ortodossia non conosce morbidezza, e chi è cresciuto a zeppole con amarena non può concepire la variante al cioccolato, e viceversa. In fin dei conti è una questione geografica, che cambia a seconda delle province, spesso anche di paese in paese.

Gusti a confronto

C’è voglia di sperimentare nuovi gusti, d’altronde, quando si tratta di tradizioni culinarie. E allora Taranto e Bari  come anche la Basilicata, concepiscono esclusivamente la zeppola decorata in cima con un’amarena, Brindisi e Lecce propendono per il ciuffetto di cioccolato che troneggia sulla crema pasticcera. Ed è estremamente difficile convincere qualcuno originario di una determinata provincia ad ammettere l’esistenza di una zeppola alternativa a quella con la quale è cresciuto. Urlerebbe al sacrilegio.

Eppure la zeppola è duttile, già negli ingredienti: il burro ha da tempo sostituito l’originario strutto, e in alcuni casi compare addirittura la margarina, al suo posto. E se la crema è il dogma dal quale non si può prescindere, in realtà anch’essa è di recente oggetto di revisionismo. Capita, allora, di trovare al bancone delle pasticcerie zeppole marroni, e non perché siano bruciate: il cioccolato è arrivato fino all’impasto del bignè, e c’è pure chi osa e lo taglia in due, farcendolo con la panna.

Ma siamo nel XXI secolo, milioni di ricette culinarie e dolciarie sono state cambiate, rivisitate, rese accessibili a un pubblico che non si accontenta del pagato ma vuole osare, stravolgere i gusti e farsi notare. Il palato reclama sempre nuovi sapori, la mente spinge per realizzare un mix di ingredienti che si avvicinano alla ricetta originale ma mai allontana, sarebbe un oltraggio.

Incremento di vendite

Quest’anno molte pasticcerie si sono attivate con il delivery a Milano come in tutta Italia per la consegna a domicilio delle zeppole di San Giuseppe, oltre che le consuete colombe artigianali, in vista della Pasqua. C’è chi si attiene in maniera ortodossa alla versione classica, con un bignè tondo, fritto o al forno, farcito nel foro al centro con crema pasticciera, sormontata da amarena sciroppata, ma c’è anche chi ha ideato versione creative e alternative, declinando le zeppole di San Giuseppe in tante maniere. Un boom di vendite sono state registrate, dal nord al sud, rendendo la zeppola ancora una volta un prodotto culinario italiano di eccellenza, varianti comprese.

La dea del gusto

Insomma, nel giorno di san Giuseppe, il 19 marzo, la guerra delle zeppole raggiunge il momento più alto e drammatico, con confronti che si traducono in infinite discussioni sui social, a colpi di foto e ricette.  C’è da dire che le zeppole, in fin dei conti, si trovano tutto l’anno al bar o in pasticceria.

Forse a un certo punto bisogna arrendersi, e accettare la verità delle cose: anche delle zeppole esistono le varianti? L’importante è che siano buone? In quadro generale della faccenda è ben complessa di quanto può sembrare, da un lato abbiamo i nostalgici e i devoti, quelli che come citato in precedenza, sono cresciuti con crema e amarena, un pò come me, e i rivoluzionari che vogliono cambiare senza stravolgere l’aspetto di un qualcosa noto, per il gusto del cambiamento. Ma quel è in fine la cosa più giusta? bhe, questo commento lo lasciamo a voi.. Buona zeppola a tutti.

Pubblicato da Francesco Marotta

Diplomato nei Servizi per l' Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera, Pizzaiolo per passione, amante della bella cucina e dei piatti semplici. Desidero condividere proponendo a chi sta dall'altra parte dei fornelli, raccolte di portate della nostra cucina Italiana in modo umile, ma lasciando il segno.

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